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  MONTE ARGENTARIO    
L’ombra notturna ancora si ritira e già ci si affida al mare,
al soffio propizio di un vento di monte vicino:
scende in mezzo alle onde l’Argentario
e stringe con doppio giogo golfi azzurri.
[…]
Stentiamo a aggirare la rupe e i suoi sparsi macigni,
sinuoso affanno non privo di molte fatiche:
cambiando spesso la rotta, varia il vento,
di colpo le vele, or ora di aiuto, ritornano a danno.

(Rutilio Namanziano, Il ritorno, 417 d. C.)
Il Monte Argentario è un promontorio caratterizzato da coste alte e rocciose che si protende nel Mar Tirreno in corrispondenza delle due isole più meridionali dell’Arcipelago Toscano; l’Isola del Giglio e l’Isola di Giannutri.

Anche l’Argentario in origine era un’isola poi congiunta alla terraferma dai Tomboli di Giannella e della Feniglia per azione delle correnti marine e dei riporti solidi del fiume Albegna. Il punto più elevato del Monte è a Punta Telegrafo (635 m.). Il territorio è prevalentemente collinare, con terrazzamenti creati dall’uomo, con muretti a secco, per la coltivazione della vite (le pregiate uve Ansonica, da cui si produce un vino DOC e Riminese).

La costa, molto frastagliata, offre cale e calette, di notevole bellezza dal punto di vista naturalistico. Questo monte ha un’aria perfettissima…, vaghe e odorifere erbe, i frutti... le chiare e dolci acque che vi surgono…, i venti purgati che vi si sentono… per tutto vi nascono erbe notabili e rare, e molti arbori per se stessi, come olivi, viti ed altre buone piante; la qual cosa è gran segno della bontà del paese. (C. Tolomei, 1544) Due sono i paesi del promontorio: Porto Santo Stefano, rivolto a settentrione, e Porto Ercole, più piccolo, rivolto a meridione.
NOTIZIE STORICHE:  
    Storia del Monte Argentario  
VISITA DELL'ISOLA:  
    Porto Ercole e Porto Santo Stefano  
DINTORNI:  
    Forte Stella, Bagni di Domiziano, e molto altro ancora...  
 Storia del Monte Argentario  
 
   
  I primi insediamenti umani dell’Argentario risalgono certamente ad epoche remote, come attestano numerosi reperti archeologici provenienti dalle Grotte degli Stretti e di Cala dei Santi, e l’insediamento abitativo della Grotta del Granduca.

Già frequentato dagli etruschi, in età romana fu ceduto, come proprietà personale, alla famiglia degli Domizi-Enobarbi come risarcimento delle somme da loro prestate alla repubblica romana durante la seconda guerra punica. Da quest’atto deriva probabilmente, secondo alcuni, il nome, un così bel nome, ricco, sonoro e lucente (Corrado Alvaro, 1941) in quanto la famiglia era anche nota come “degli Argentari†(nell’antica Roma così erano chiamati i prestatori di denaro), da cui il nome “Mons Argentariiâ€.
Il toponimo è comunque già attestato da Rutilio Namaziano, nel V secolo.

Diventato dote degli imperatori romani, nel IV secolo Costantino lo donò alla chiesa. Carlo Magno ne confermò il possesso all’Abbazia delle Tre Fontane di Roma. Nel basso Medioevo fu dominio degli Aldobrandeschi, degli Orsini, di Ladislao re di Napoli e, infine, dal 1410, della Repubblica di Siena.

Per la sua posizione, fu sempre considerato un approdo importante e, nel periodo del dominio della Repubblica di Siena, cominciò a prendere forma un vero sistema difensivo, con torri di avvistamento e di segnalazione, per far fronte al pericolo di incursioni saracene (si ricorda, in particolare, quella del 1544, quando Khair ad Din detto il Barbarossa, depredò e saccheggiò Porto Ercole). Con la formazione dello Stato dei Presidi (metà XVI secolo), gli Spagnoli crearono un formidabile complesso di fortificazioni che aveva nel Forte Stella uno
dei propri punti nevralgici e strategici.

L’Argentario, infatti, nel 1557, era entrato a far parte dei territori dello Stato dei Presidi che rappresentava per la Spagna un punto di appoggio per i collegamenti marini con il Vicereame di Napoli e uno strumento di controllo nei confronti dello Stato della Chiesa e del Granducato di Toscana (di cui il Monte entrò a far parte solo dopo il Congresso di Vienna del 1815).



   
 Porto Ercole e Porto Santo Stefano
 
   
Porto Ercole:
Puntiamo sul porto che ha nome
da Ercole, non lontano:
la brezza segue più tenue il giorno
che declina.

Rutilio Namanziano, Il ritorno, 417 d. C..


Porto Ercole è un suggestivo borgo marinaro sulla costa orientale dell’Argentario ed attrezzato porto turistico che si affaccia su una baia dominata dalle possenti moli delle fortezze spagnole ed è caratterizzato da una pittoresca marina su cui si specchiano le case dei pescatori del borgo alle Grotte. Il nome sembra si debba agli Etruschi, che frequentarono il luogo come dimostra la recente scoperta di una necropoli etrusca nella zona a monte di Cala Galera.

Porto Ercole merita una visita. La porta gotica della città è sormontata
da una torre spagnolesca, come a Orbetello. Le insegne
spagnole che vi si trovavano sopra sono state spostate in una
casa vicina. In questo che era un luogo strategico […] sopra il
vecchio villaggio […] c’è la rocca […]. È un buon esempio di
edilizia militare del Seicento […]. Sull’alta collina, dalla parte
opposta della baia, c’è forte Filippo, un altro fortilizio fatto costruire
da Filippo II.

(Montgomery Carmicael, 1903)


All’antico paese si accede attraverso Porta monumentale sormontata dalla torre dell’orologio. Immediatamente sulla destra una ripida scalinata, che rasenta le mura, ci porta di fronte alla Chiesa di Sant’Erasmo al cui interno, ai piedi del prezioso altare marmoreo, si trovano le lapidi sepolcrali dei governanti spagnoli. Scendendo per il suggestivo dedalo di vicoli, si raggiunge la piazzetta Santa Barbara, che domina il porto, su cui affaccia il Palazzo del Governatore che ha conservato l’originaria facciata rinascimentale.

Nella parte alta del centro storico si trova la Rocca. Nei pressi di Porto Ercole, morì nel 1610, probabilmente di malaria, solo e fuggiasco, Michelangelo Merisi detto il Caravaggio.

Porto Santo Stefano:
Porto Santo Stefano è un suggestivo borgo marinaro sulla costa nord occidentale dell’Argentario ed attrezzato porto turistico che si affaccia su una baia dominata dalle possenti moli della fortezza spagnola. Il paese cominciò a svilupparsi dopo la costituzione dello Stato dei Presidi, intorno alla Rocca. A partire dal XVIII secolo si ebbero flussi migratori che introdussero numerose famiglie di pescatori liguri e napoletani, da cui tuttora discende buona parte della popolazione.

Da visitare
Il Centro Didattico di Biologia Marina (lungomare, zona Molo Garibaldi), allestito dall’Accademia Mare Ambiente, con annesso l’Acquario mediterraneo dell’Argentario e la mostra permanente sul mare: un tuffo virtuale nel blu incantato nei meravigliosi fondali dell’Argentario.

La Fortezza Spagnola (vi si sale dalla Piazza) sovrasta il centro storico. È un edificio militare del XVI, completamente restaurato ed è ora sede del caratteristico Museo dei Maestri d’Ascia e della mostra Memorie sommerse che presenta reperti archeologici, rinvenuti nei fondali dell’Argentario e dintorni.


 
   
 
   Forte Stella, Bagni di Domiziano, e molto altro ancora...  
 
   
  Forte Stella, un gioiello dell’architettura militare spagnola, recentemente restaurato e restituito alla fruizione del pubblico, è divenuto il luogo ideale per ospitare importanti mostre ed eventi artistici da particolare suggestione. Dall’alto di ciascuna delle sei punte della stella si ha la visione completa della costa sud-orientale del promontorio.

La strada che da Porto S. Stefano conduce a Porto Ercole, fiancheggiando un tratto di costa intercalato da spiaggette e punte di scogliere, tocca i Bagni di Domiziano dove affiorano i resti di una peschiera di epoca romana, e Punta degli Stretti caratterizzata da una profonda grotta.

Il Convento dei Passionisti. Si raggiunge imboccando una deviazione sulla destra della strada da Porto Santo Stefano a Porto Ercole, attraverso un percorso intagliato tra due fitte pareti di macchia mediterranea. Il Convento dei Passionisti,
dove quasi trecento anni fa, ebbe inizio la missione di San Paolo della Croce, è immerso nel verde di piante secolari e in un’atmosfera di profonda spiritualità. Man mano che si sale, si scopre l’intero sistema lagunare con al centro Orbetello. Proseguendo, si raggiunge la vetta, e da Punta Telegrafo lo sguardo spazia dall’Amiata alla costa toscana e laziale, fino a perdersi nell’infinito mare costellato dalle isole dell’arcipelago.

La strada panoramica, che corre tutto intorno al promontorio (per un lungo tratto si tratta di una strada bianca anche abbastanza scoscesa) permette di godere di panorami di notevole bellezza.



   
 
 
 
Palio Marinaro:
Dal 1937,ogni anno si
svolge a Porto Santo Stefano il Palio Marinaro.
I quattro rioni del paese (Pilarella, Valle, Croce e Fortezza) si affrontano in una gara con barche a remi nelle acque del porto. I singoli equipaggi sono composti da un timoniere più quattro vogatori, e devono percorrere 10 volte la distanza compresa tra due boe (dette gavitelli) lunga 400 m.
Periodo: 15 Agosto
Festival Internazionale di Musica Classica:
Creato nel 2002 è diventato uno dei più prestigiosi Festival di Musica Classica d’Europa. È diretto dal famoso baritono Jorge Chaminé.
Periodo: (cercare)
Patrono di Porto Ercole:
S. Erasmo con caratteristica processione a mare alla quale partecipano tutti.
Periodo: 2 Giugno
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